12-13 Luglio un weekend da ricordare

toro

14-07-2014

"Scalare il Campanile Toro pernottando al Rifugio Padova....."
Questo era il progetto, anzi... il sogno di alcuni - oramai ex-allievi - come prima uscita, emerso durante la cena di festeggiamento della conclusione del corso.
Detto, fatto! Il 12 e 13 luglio Lara, Eros e Ksenia accompagnati da Antonello e Franco sono partiti alla conquista della cima.....

Alla cena di fine corso parlando con gli allievi è emerso un progetto, o un sogno, da realizzarsi come prima uscita post-corso: "scalare il Campanile Toro pernottando al Rifugio Padova".
Individuata la data nel we 12/13 luglio e dopo aver ricevuto l'adesione di tre allievi, bisognava trovare qualcun'altro che si rendesse disponibile a fare da primo di cordata ....come sempre il Prof. si è reso subito pronto....
Sabato, dopo aver recuperato Ksenia, Lara ed Eros siamo partiti in direzione Domegge e prima di prendere la strada che porta al Rifugio Padova, abbiamo fatto "sosta" alla pasticceria vicino alla chiesa, fermata a me cara e condivisa con i nuovi soci (un classico per gli amanti dello scialpinismo!).
Verificato che le condizioni meteo del venerdì non promettevano un gran chè, in realtà il sabato ci ha regalato una bella camminata fino a Forcella Scodavacca (abbiamo rinunciato ad arrivare alla tacca del Cridola per una iniziale pioggerella che in realtà si è rivelata una finta visto che poi il tempo ha tenuto).
Arrivati al Rifugio Padova, dopo aver scambiato due parole con la moglie del gestore, ci siamo goduti tre fredde birre e un te caldo (Ksenia!), fatto una scorpacciata di ciacole e atteso l'ora della cena (ottima e abbondante).
Domenica mattina partenza dal Padova in direzione Cadini di Misurina dove ci aspettava il Prof. (nel frattempo c'era stata un modifica al piano iniziale, che è stato solo rimandato!) con l'idea di scalare la torre Wundt per la classica fessura Mazzorana/Del Torso del 1938.
Dopo aver fatto i sei tiri e raggiunto la cima (2517 m) abbiamo dovuto rinunciare alle classiche pacche sulle spalle per il sopraggiungere – infine - della pioggia, ed in velocità abbiamo affrontato la discesa (in corda doppia per la prima parte, come da relazione, e dopo un pezzo di traccia tra due cenge abbiamo approntato altre tre doppie per l'innevamento persistente nel canale di discesa con relativo lavoro di chiodatura effettuato del Prof. e recupero dei chiodi da parte mia.
Alla fine dei giochi ci siamo incamminati per il sentiero percorso alla mattina (rinunciando alle birre sognate del vicino Rif. Fonda Savio per il persistere della pioggia, che ha deciso di farci compagnia una seconda volta). Al termine, raggiunte le macchine e dopo un cambio veloce raggiunta nuovamente la pasticceria, ci siamo goduti il meritato riposo prima della partenza per il rientro a casa.

Da parte mia voglio ringraziare il Prof. (Franco F.) per la sua disponibilità e gli ex-allievi che hanno affrontato questa avventura superando le difficoltà (il freddo del primo tiro e le avversità atmosferiche) con lo spirito giusto. Visto come sono trascorse queste due giornate, mi auguro di poter avere altre occasioni per continuare a condividere emozioni ed esperienze come quelle vissute in questo fine settimana.
Grazie ragazzi!

Antonello M.

P.S.:
Tornando dalla Forcella Scodavacca abbiamo incontrato un piccolo rospo che Lara ha prontamente battezzato "Carlo" senza alcun riferimento al nostro caro amico e socio. Io però un pensierino l'ho fatto e quindi gli chiedo scusa!

Di seguito potete trovare le immagini.


 

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