Tra le Dolomiti e le Alpi Carniche. Il resoconto dell'uscita

Sabato, 16 febbraio 2019.

malganemesDal passo Monte Croce Comelico, saliamo su per il bosco, su una carrareccia ben innevata e battuta.
Nel primo tratto, incontriamo dei soldati in mimetica invernale che scendono con gli sci.
E’ tutto un bel salutare, anche se loro passano in fretta, rapidi, uniformi.
Il nostro invece è un gruppo colorato di ben trentaquattro persone tra cui due bambini Matteo e Anna, neppure decenni.
C’è chi è alla sua prima escursione in montagna e con le ciaspe prese in affitto in pianura è un po’ più impacciato e chi, appassionato di libertà, vorrebbe spingersi avanti.
Al primo e unico bivio il gruppetto di testa prosegue dritto costringendo Eros, il capo gita, all’inseguimento veloce. Noi li attendiamo illuminati dal sole tiepido.
Vogliamo arrivare prima alla malga Coltrondo e poi salendo ancora un po’ alla malga Nemes.

Ricompattato il gruppo si sale tutti assieme. La salita non é faticosa, ma il sole scalda, orpo se scalda.
A un certo punto si staglia la sagoma del Col Quaternà che assomiglia al Cervino ovviamente in scala ridotta….qualcuno lo pensa, qualcuno lo dice a voce alta e scoppia una bella risata.
La salita è piacevole ed è l’occasione per conoscerci un po’ di più. A metà percorso l’orario di pranzo e il paesaggio montano consigliano una sosta breve.
Ci rifocilliamo, senza esagerare. Eccoci alla malga Coltrondo.
Saliamo ancora un po’ e un gruppetto con le ciaspe piega a sinistra per un sentiero non battuto, inoltrandosi nel bosco.
La neve è alta, per fortuna ci sono le ghette o i pantaloni lunghi. Sulla neve immacolata incrociamo tracce di lepri.
Gli altri invece proseguono per la carrareccia e a circa 300 metri dalla malga Nemes ci riuniamo tutti.
Con questa bellissima giornata di sole, i tavoli esterni sono tutti già occupati. Qualcuno preferisce attendere, i più si sistemano sulla staccionata o su panche di fortuna. Siamo al cospetto di una selva di cime e pinnacoli tutte ben imbiancate: dalla Croda Rossa di Sesto alla Punta dei Tre Scarperi.
Tiziano ha portato anche una bottiglia di prosecco. Gliela scoliamo senza farci troppo pregare. Anche Eros, da buon capogita, ha una bottiglia di rosso.
Siamo in troppi per temere un’ebbrezza alcolica! Del resto dobbiamo stare vigili perché ora ci attende la parte più difficile e per quasi tutti sconosciuta: l’uso dell’Arva. Caster ci fa una breve lezione sull’uso di questo apparecchio indispensabile per la ricerca di persone travolte da valanghe, divenuto obbligatorio anche nel Veneto sia per gli appassionati di scialpinismo che per i ciaspolatori.
All’inizio è tutto un bippare di fischi e suoni…
Non abbiamo alcuna pressione e non siamo emotivamente coinvolti e i due Arva nascosti nella neve li troviamo facilmente.

Ci mettiamo in marcia per il ritorno, ma poco sotto la malga Nemes il gruppo si ferma in una radura contornata di larici e tra una balza di neve e l’altra, scorre l’acqua di un ruscello.
E’ il momento giusto per presentare i nuovi soci a cui consegnamo le tessere associative: Alessandro Pattaro, Simone Bolgan e Giuseppe Stevanato.
Segue l'applauso di benvenuto e come già per l’escursione notturna, proponiamo una piccola pausa di riflessione con la lettura della bellissima poesia di Rabindranath Tagore, poeta bengalese, dedicata alla montagna.

La tua vita è giovane, il tuo sentiero lungo;
tu bevi in un sorso l’amore che ti portiamo,
poi ti volgi e corri via da noi.
Tu hai i tuoi giochi e i tuoi compagni.
Non vi è colpa se non ti resta tempo per pensare a noi.
Noi, invece, abbiamo tempo nella vecchiaia
di contare i giorni che son passati, di rievocare
ciò che le nostre annose mani hanno dimenticato per sempre.
Il fiume corre rapido tra gli argini, cantando una canzone.
Ma la montagna resta immobile, ricorda e veglia col suo amore.

Il sole sta calando veloce, non scalda più e le ombre degli alberi si allungano.
Si scende facilmente e rapidamente al passo.
La compagnia è vociante, nel rispetto però della montagna, pensando a nuove attività ed escursioni.
Visto il successo di partecipazione e la neve finalmente arrivata, la commissione gite è già all’opera per organizzare un’escursione aggiuntiva rispetto a calendario.
Tappa finale al bar Bianco a Gogna per un saluto ancora e un arrivederci in sede al martedì per vedere assieme le belle foto della giornata.

 

Alberto, presidente Giovane Montagna Mestre

 

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