Una serata con Mirna

In chiusura della rassegna “Serate con la montagna 2013“, vorrei scrivere due righe riguardo la serata organizzata della nostra associazione con il racconto di Mirna Fornasier.

Io ho cominciato a frequentare la montagna da pochi anni ed il corso di arrampicata fatto lo scorso anno mi ha fatto approdare alla Giovane Montagna. Direi che sono un’arrampicatrice (di pareti) abbastanza scarsa e una camminatrice discreta ma credo che l’importante sia andare e mettersi alla prova sperimentando i propri limiti e le proprie possibilita`. Il successo o l’insuccesso sono valutazioni che si fanno ma credo siano influenzate da piu` fattori, certo non sono riuscita a scalare oltre un certo grado e confesso che quando abbiamo fatto l’uscita in ambiente sul Falzarego ho avuto un po` paura. Si perche` in un percorso a piu` tiri, che non avevo mai provato, seppur molto facile ad un certo punto ti ritrovi li solo, il tuo compagno e’ gia` salito e tu devi raggiungerlo ed io ho pensato: “e se non ce la faccio?”. Per fortuna era una cordata a tre e dopo di me c’era Marco a darmi man forte, pero` questo e’ quello che ho provato. Percorso facile, istruttore davanti a te, compagno dopo di te, bella giornata di sole… insomma condizioni ideali ma quando ad un certo punto ti ritrovi li da solo la storia cambia.

Tornando a Mirna, e’ questo che mi ha colpito di lei e del suo racconto. Il percorso che ha fatto non era lunghissimo e non stava scalando una cima inviolata, diciamo che era alla sua portata ma era sola, senza telefono e con uno zaino da 25 kg sulle spalle per 10 giorni. Mi e’ piaciuto il racconto di questa traversata della lapponia svedese proprio per il suo carattere di normalita`, ma la solitudine ripeto cambia molto la prospettiva, almeno per quanto mi riguarda. Di conseguenza complimenti a Mirna e grazie per avermi fatto venire la voglia di provare qualcosa di simile.

Vorrei solo ricordare in queste ultime righe, una delle frasi del libro di Jon Krankauer (Nelle terre estreme) che racconta la storia di Christopher McCandless: “……perchè la felicità, è vera solo se condivisa”.

Eddie Vedder

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